lunedì, ottobre 20, 2014

Il capitale di rischio è la parte di capitale conferita da chi partecipa direttamente al rischio d’impresa. Il capitale di rischio si identifica con i detentori della proprietà societaria. Coloro che conferiscono il capitale di rischio si differenziano dai finanziatori a titolo di debito (rappresentati dai conferenti capitale di debito).

Da un punto di vista "contabile" il capitale di rischio tende a coincidere con il patrimonio netto o capitale netto (equity). Questo a sua volta è composto dal capitale sociale nominale, dai diversi tipi di riserve e dagli utili non distribuiti. Tale valore va diminuito delle eventuali perdite dell’anno in corso (cosiddette perdite d’esercizio), e delle perdite relative a esercizi precedenti.  
E’ inoltre possibile considerare come parte del capitale di rischio anche alcune tipologie di fondi (per esempio i fondi di rivalutazione ed eventuali contributi a fondo perduto). 

In sintesi le componenti fondamentali del capitale di rischio sono:
   

Capitale sociale + riserve + utile non distribuito 
= capitale di rischio

Nelle società di persone il patrimonio netto è costituito dai conferimenti dei soci a fronte dei quali non vengono emessi titoli mobiliari.  
Nelle Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.), il capitale di rischio è costituito dalle quote dei soci, che anche in questo caso non sono rappresentate da alcuno strumento mobiliare. 
Nelle Società per Azioni (S.p.a.), nelle Società in Accomandita per Azioni (S.a.p.a.) e nelle Società cooperative, invece, il capitale di rischio è rappresentato da titoli di credito particolari detti azioni.   

I due elementi fondamentali che caratterizzano il capitale di rischio sono i seguenti: 
-  una stabilità quasi assoluta (nel senso che esso è vincolato all'impresa  per una durata illimitata) e la conseguente assenzadell'obbligo di rimborso; 
-  la mancanza di un obbligo formale di remunerazione e rimborso (si tratta, infatti, di capitale a remunerazione variabile). 

Quest’ultima considerazione a prima vista potrebbe suonare alquanto strana e indurre in errore: non è, infatti, proponibile a dei soggetti terzi finanziatori che un investimento finanziario non sia remunerativo. 
Il concetto di rendimento, pertanto, se riferito al capitale di rischio si presenta variabile, nel senso che coloro che detengono il controllo possono adottare di volta in volta politiche diverse, soprattutto con riferimento ai dividendi. Risulta, inoltre, evidente che ciascun INVESTITORE si aspetta un rendimento adeguato al profilo di rischio dell’impresa al cui finanziamento ha contribuito.   

Vantaggi e svantaggi 

I principali elementi di vantaggio e svantaggio che si evidenziano in relazione al ricorso a questa forma di finanziamento possono essere sintetizzati come segue: 

Vantaggi 


Stabilità: il capitale di rischio "appartiene" alla società, pertanto essa può fare affidamento sulla sua disponibilità per una durata illimitata
  

Flessibilità nella remunerazione: consente agli amministratori di decidere in autonomia e senza vincoli contrattuali, i tempi e l’ammontare più opportuni nella distribuzione degli utili
  

Flessibilità nella gestione: non richiede una remunerazione puntuale e permette all’impresa una maggiore libertà nelle scelte d’investimento, senza vincoli contrattuali
  

Tolleranza: è in grado di sopportare l’elevata quantità di rischio sottostante le opzioni di crescita dell’impresa
  

Assenza di garanzie: l’emissione di capitale di rischio non richiede che venga prestata alcuna garanzia reale o di firma
 

Svantaggi 

Costo: poichè è più esposto al rischio d’impresa, pretende una remunerazione più elevata rispetto al capitale di debito e pertanto ha un costo maggiore
  

Imposizione fiscale: i dividendi distribuiti non possono essere dedotti, al contrario degli interessi passivi, dalle imposte gravanti sulle società. Tuttavia le riforme fiscali introdotte a partire dal 1997 (IRAP, DIT e le modifiche nella tassazione dei redditi da capitale) hanno attutito lo svantaggio fiscale a carico del capitale di rischio
 

I canali di finanziamento dello sviluppo attraverso capitale di rischio sono, attualmente, assai più articolati che in passato. L’offerta di capitali è aumentata in modo significativo, sia qualitativamente che quantitativamente. Per questo può essere necessario individuare una metodologia per scegliere il canale di finanziamento che risponda in maniera più adeguata alle proprie esigenze.  

L’offerta di capitale di rischio può essere ricondotta a diversi soggetti:
 
-  soggetti privati o altre imprese 
-  investitori istituzionali 
-  mercato mobiliare 
-  settore pubblico 

Per aumentare le possibilità di successo nel reperimento delle risorse necessarie è, dunque, opportuno che l’impresa selezioni correttamente, e sulla base delle proprie esigenze, l’interlocutore. In prima istanza, nell'operare la scelta più conveniente, l’impresa dovrà principalmente tenere in debito conto la fase del ciclo di vita in cui si trova e la natura del connesso fabbisogno finanziario e solo successivamente le caratteristiche di costo e di flessibilità della copertura. Le problematiche di finanziamento si modificano, infatti, in funzione della fase in cui si colloca l’impresa: pur essendo difficile effettuare delle generalizzazioni, è comunemente riconosciuto che nelle prime fasi di vita sia consigliabile ricorrere al capitale di rischio e solo successivamente al capitale di debito.
Fonte: 
http://www.lbconsultingsas.it/index.php/imprese/garanzie-linee-di-credito/il-capitale-di-rischio

Tag: capitale, rischio, patrimonio, riserve, utile

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